Vaccino

02 gennaio 2021

Se possiamo affermare con sicurezza che la parola del 2020 è stata “Covid”, non abbiamo molti dubbi che quella che dominerà le scene in questo nuovo anno sarà “vaccino”. La nuova speranza, il mezzo per cominciare a ritornare alla normalità – per quanto già sappiamo che per tutto l’anno probabilmente saranno ancora necessarie le misure di prevenzione che ormai abbiamo fatto nostre nella quotidianità.

Già dal 27 dicembre, l’Italia e gli altri paesi europei hanno cominciato a inoculare le prime dosi del vaccino Pfizer-BioNTech, dando la priorità a operatori socio-sanitari e ospiti delle Rsa. Il vaccino Moderna dovrebbe essere approvato a giorni dall’Ema (il 6 gennaio), mentre pare ancora un po’ tortuoso il percorso per l’approvazione di quello di AstraZeneca.

La partenza, sebbene incoraggiante, appare lenta: al momento sono state somministrate solo il 10% delle dosi disponibili (con percentuali prossime allo zero in alcune regioni come Abruzzo, Molise e Sardegna). Per ora il governo ha deciso di non avanzare l’obbligatorietà – anche se si stanno discutendo dei vincoli – sebbene questo dia ancora più spazio ai no-vax e a un generale sospetto nei confronti dell’efficacia di un vaccino prodotto così velocemente. Non aiutano le fake news (esemplare il caso della sbagliata traduzione dell’articolo de El Paìs, che ha portato a credere che un’infermiera vaccinata avesse contratto il Covid dopo l’inoculazione e che ha scatenato una furia per i peggiori clickbait di doomscrolling di fine anno) e i toni sensazionalistici con cui si raccontano reazioni allergiche piuttosto normali in caso di somministrazione.

Sebbene il nostro grado di fiducia sia superiore a quello di altri paesi europei (come i nostri vicini d’oltralpe, dove solo poco più di 1 persona su 2 vuole vaccinarsi), è bene ricordare che la possibilità di avere un vaccino in tempi così brevi non comporta scarsa affidabilità. Tutto ciò è stato reso possibile grazie alla cooperazione di tutti gli Stati, riuscendo a ridurre drasticamente i tempi e adottando comunque tutte le pratiche e gli studi necessari. Ed è grazie a ciò che possiamo guardare al 2021 con speranza, affidandoci alla scienza – e non all’oroscopo di Paolo Fox.

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